giovedì 19 febbraio 2009

Un libro per riscoprire Grazzano Visconti, rarità neogotica


L’Autore, prendendo le mosse dal fraintendimento che ha fatto nascere il binomio “Grazzano Visconti/falso medievale”, restituisce al lettore - attraverso una documentata dissertazione - il borgo nella sua vera luce: non di mera ricostruzione a scopo ludico ma di “[…] luogo della formazione artistica e fabbrile dei giovani, dell’apprendimento del disegno, dell’esercizio dell’arte del ferro battuto, del mobile, dell’intaglio e dell’intarsio con finalità artigiane professionali che è tutt’altra cosa da una rievocazione romantica del Medioevo” (G. Valentini, “Grazzano Visconti. Una città artigiana neogotica”, 2008, Padus, p. 11); il tutto in uno stile “[…] neoromanico o neogotico che negli anni tra Otto e Novecento viene adottato per i primi esperimenti volti alla ricerca di una nuova architettura” (Ibidem).

L’Autore non dimentica una snella ma esaustiva panoramica sui principali protagonisti della nascita del Borgo (primo fra tutti Giuseppe Visconti, che ne fu ideatore e fondatore), guardando altresì alla scena artistica italiana ed internazionale, troppo spesso sottovalutata per una giusta comprensione dell’operazione artistico-ideologica che contraddistingue la genesi del Borgo. Grazzano Visconti viene così riportato alla sua originaria dimensione, ben più alta rispetto a quella cui viene volgarmente confinata, rivelandosi “[…] il risultato di un pensiero colto realizzato da uomini colti e buoni” (Ibid., p. 26).
Costanza Alberici , [Lo strillo dell'arte, giovedì 19 febbraio 2009]