«Non lasciamo morire la tradizione artigianale di Grazzano Visconti». È l'appello che arriva dall'intagliatore Guido Leonardi, alla guida dell'"Istituzione Visconti di Modrone" del borgo neomedievale della Valnure. A 73 anni, continua ogni giorno a mandare avanti il suo laboratorio di lavorazione del legno, ma senza la soddisfazione di poter trasmettere ai giovani il sapere imparato in oltre 58 anni di attività.Da qui l'idea, lanciata già in passato, di riaprire una scuola di falegnameria a Grazzano Visconti, sul modello di quella avviata nel 1908 dal conte, poi duca, Giuseppe Visconti di Modrone, artefice del ridisegno del paesino trasformato da località rurale in una frequentatissima attrattiva turistica, ma che nelle intenzioni del fondatore doveva diventare anche un centro per sviluppare "piccole industrie e mestieri da esercitarsi sia abitualmente che nelle epoche di scarso lavoro agreste", come recita lo statuto dell'"Istituzione Visconti di Modrone".Gli esempi cui guardava l'aristocratico milanese erano i movimenti di Arti e mestieri, sorti sulla scia delle "Arts and Crafts" di origine anglosassone, che si battevano per la riscossa del lavoro manuale e creativo contro la spersonalizzazione legata alla crescente industrializzazione. L'iniziativa ebbe successo: «La scuola, completamente gratuita, contava fino a cento allievi, che imparavano il disegno e l'intaglio. Provenivano da tutta la provincia e diversi di loro hanno poi impiantato un'attività in proprio. Circa vent'anni fa la scuola ha però chiuso i battenti. I costi - sottolinea Leonardi - erano diventati insostenibili e c'era poca richiesta». Da allora gli scenari sono un po' mutati, la richiesta di mobili intagliati resta alta, qualche ragazzo interessato a dedicarsi a questo mestiere forse ci sarebbe, ma non c'è più la struttura per accoglierlo. Leonardi racconta di aver bussato a tante porte in questi mesi, a cominciare dall'amministrazione provinciale: «Pensavo che si potessero utilizzare fondi europei, ma mi è stato spiegato che per la fisionomia della nostra istituzione non è possibile, né mi sono state indicate altre forme di finanziamento» evidenzia Leonardi, sconsolato per non aver trovato una soluzione al tramonto di un'arte, quella di intagliare il legno, alla quale ha dedicato la vita.«Ho iniziato undicenne, proprio qui, a Grazzano Visconti, nella scuola che ho frequentato per sette anni. È un mestiere che non si può imparare dai libri. Occorre formarsi in una bottega, come si faceva una volta». La proposta di riaprire la scuola è condivisa dall'Upa: «Purtroppo finora non sono emerse risposte positive» commenta Giancarlo Fiorani, direttore marketing dell'Upa. «Eppure è una questione che deve essere sottovalutata. Di falegnami non se ne trovano quasi più. Non c'è ricambio generazionale e va perduto così un patrimonio di conoscenze che, se non si pone rimedio, rischia di scomparire per sempre».
Anna Anselmi
Libertà, 22 gennaio 2009