Nel volume di Valentini con le illustrazioni di Ambrogio
Piacenza - Non «un'imitazione estetizzante e scenografica del passato», ma «espressione di concezioni innovative che vengono proposte come rottura contro la cultura vignolesca ed eclettica dominante». Passa attraverso la collocazione di Grazzano Visconti nella cultura di inizio '900, quando venne costruito il paese neomedievale, la rivalutazione della località della Valnure compiuta da Giuseppe Valentini, appassionato cultore di arte, già segretario della sezione piacentina di Italia Nostra, il cui testo "Grazzano Visconti. Una città artigiana neogotica", pubblicato sulla rivista Il Ponte dell'unità pastorale di Pontedellolio è ora stato ristampato in un opuscolo dall'editrice piacentina Padus. Le illustrazioni sono tutte opera di Aldo Ambrogio, ragioniere, primo direttore dal 1936 al 1960 dell'Ente provinciale per il turismo, autore nel 1953 della guida "Grazzano Visconti Paese di sogno e di realtà", oggetto - ricorda Valentini - di una stroncatura sulle pagine di Selearte, la prestigiosa rivista diretta da Carlo Ludovico Ragghianti. Nel ripercorrere i motivi sociali e culturali del borgo ideato da Giuseppe Visconti di Modrone, Valentini si sofferma sul «programma umanitario» elaborato dal fondatore: «A Grazzano Visconti l'insegnamento del disegno e delle arti avrebbe accompagnato di pari passo l'attività svolta nelle botteghe dai maestri artigiani e avrebbe preparato i giovani apprendisti, culturalmente e manualmente, alla padronanza del mestiere», sull'esempio di William Morris e dei suoi continuatori, a conferma di quanto fosse aggiornata la cultura del conte Giuseppe, che leggeva i libri di Proust freschi di stampa, amava il teatro e la pittura, di cui si dilettava.
Anna Anselmi
Libertà, 21 dicembre 2008
martedì 3 febbraio 2009
Grazzano, la nascita di un paese
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